L’amore ha ridato la vita

È il16 marzo 2001: in due diverse sale operatorie dell’Ospedale Niguarda di Milano padre e figlio sono sotto­posti ad intervento chirurgico.
Il figlio subisce un espianto di fegato ed il padre un impianto.
Si respira un’aria di attesa ansiosa e piena di speranza: attesa che dura parecchie ore …
E poi il trionfo della Vita sulla Morte!!!
Che sollievo!!! Entrambi ce l’hanno fatta!…
È questa la storia di Daniele ed Umberto Maccarinelli di Molinetto di Mazzano in provincia di Brescia.
Umberto, il padre, affetto da cirrosi epatica, era in attesa di trapianto: i tempi erano lunghi ed il male si aggravava minacciando la sua Vita. Bisognava intervenire nell’arco di 30-60 giorni…
E questo non era possibile …
Il figlio Daniele, appellandosi alla Legge 483/99 che autorizza il trapianto da vivente, un giorno si presenta ai Medici del Niguarda e chiede il loro aiuto.
Inizia una corsa contro il tempo; la legge c’è ma nessun centro ospedaliero può ancora applicarla L’ospedale però si attiva e chiede un’autorizzazione straordinaria al Ministero della Sanità, che la concede immediatamente. Per Daniele, il figlio-donatore, incominciano gli accertamenti di rito.
Il tutto sopporta con serenità e grande fiducia. Daniele è disposto a tutto pur di aiutare suo Padre a vivere. Conosce le sue responsabilità di marito e di padre di due bambini, conosce i rischi ma niente frena la sua decisione.
D’altra parte il suo gesto coraggioso di grande amore, trova conforto in tutta la sua famiglia: una famiglia unita, generosa, i cui componenti sono tutti legati da sentimenti di altruismo.
Anche la moglie Mariella appoggia I decisione del marito, pur con le comprensibili preoccupazioni e paure.
E la madre Adele, con la figlia Elena sono disponibili ad offrirsi loro in caso Daniele non risultasse compatibile… Come si vede è una gara di generosità e di un amore eroico.
È una storia edificante: un esempio di rapporti familiari impostati all’aiuto reciproco fino alla donazione di parte di se stessi.
E tutto vissuto senza alcuna presunzione o convinzione di compiere un atto straordinario ma soltanto nella tranquillità di fare il proprio DOVERE di FIGLIO AMOREVOLE E RICONOSCENTE.
Con questo sentimento Daniele ha sopportato tutto, felice di rivedere Suo padre ancora in vita con buone prospettive di un nuovo futuro.
L’A.N.T.O. “Associazione Nazionale Trapiantati Organi” attraverso queste pagine rinnova le sue felicitazioni ad entrambi.

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