Rachele è morta ma i suoi organi vivono ancora

Il Giornale di Brescia, nella sua edizione del 02/02/2009, riferisce su un incidente avvenuto il 22/01/2009, che ha causato la morte della ventiduenne Rachele Franzoni. Il triste evento si e verifica­to sulla strada che collega Gottolengo ad Isorella; la sua dinamica ancora e sconosciuta.
Sorprende il fatto che il percorso era familiare a Rachele in quanto costituiva il pendolo tra la sua casa e il luogo di lavoro.
Eppure la tragedia si è compiuta proprio qui. Al presen­te non si conoscono né le modalità ne le cause; si for­mulano soltanto ipotesi, mentre gli organi competenti continuano i loro accertamenti per scoprire la terribile verità che ha strappato alla vita questa giovane, piena di sani valori, amata e stimata da tutta la comunità di Remedello Sopra alla quale apparteneva. Come la sua numerosa famiglia: i genitori e 6 figli, anche Lei era ani­mata da profondi sentimenti cristiani ed umani. Proprio in un contesto di amore fraterno, va letto il gesto della famiglia di donare i suoi organi. Un atto di amore immenso che trasforma la morte in vita.
Un gesto sublime che i nostri trapiantandi e trapian­tati apprezzano e per il quale, insieme alle condo­glianze, esprimono tutta la loro gratitudine ai genitori e ai fratelli, dicendo: “Con questa vostra generosità, Rachele non è del tutto morta, Parte di se continua a vivere in chi ha beneficiato dei suoi organi.