Un rene speciale: dalla madre alla figlia

Il suo nome è Speedy.
Dopo sei anni di dialisi ed un primo trapianto andato male, dal 10 febbraio 1995 il mio nuovo rene mi per­mette di non dipendere dalla macchina della dialisi e di vivere in grande libertà di autonomia e di spostamenti. Questa nuova situazione di vita è frutto di un grande gesto d’amore di mamma Giusi che, con coraggio e generosità, ha dato la sua disponibilità all’espianto di un suo rene.
Ora entrambe godiamo di buona salute: Lei conduce una vita normale ed io ho soltanto l’impegno di sotto­pormi a controlli periodici.
I malati in lista per un trapianto di rene sono numerosi e i tempi di attesa piuttosto lunghi. Vista la difficoltà a reperire un organo, desidererei proprio che la nostra esperienza diventasse esempio e stimolo per altri casi simili.
C’è anche una recente legge sui trapianti che apre nuove strade. Tuttavia è molto importante sensibilizzare il più possibile al problema ed aprire alle nuove possibilità in quanto basta poco per dare tanto e soprattutto dare un futuro anche a chi attualmente non lo ha.
L’augurio migliore che io possa fare a chi sta vivendo la mia passata esperienza è quello di poter avere il più presto quanto ho avuto io per Iniziare finalmente una nuova vita.

Noci Stefania

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