Cibi aproteici. I nefropatici impugnano il decreto n. 17 del 24 marzo 2010

I nefropatici ricorrono al TAR per ottenere la sospensiva e poi l’annullamento del decreto del Commissario ad acta.

Il rischio di ledere la salute dei nefropatici appartenenti a fasce di reddito basse, la antieconomicità del provvedimento che rischia di aumentare la spesa sanitaria (anzichè diminuirla) in quanto di fatto puo’ comportare l’incremento del numero di persone costrette alla dialisi oltre ad alcuni profili di incostituzionalità del provvedimento sui Piani di rientro varato dalla Conferenza Stato Regioni sono tra le questioni di diritto sulle quali il Tribunale Amministrativo della Campania è stato chiamato ad esprimersi.
Un pool di legali tra cui l’avv.to Francesco Brunelli della Rete di Giustizia per i Diritti dell’Assemblea Territoriale NAPOLI CENTRO e l’avv.to Nicola Corrado (da sempre impegnato in vicende legate alla tutela dei diritti) con la consulenza scientifica del Prof.Giovambattista Capasso Presidente della sezione siculo-campana della Società Italiana di Nefrologia sostiene il ricorso presentato da  alcuni nefropatici che versano in condizioni reddituali tali da non potere accedere ai cibi aproteici indispensabili a salvaguardare la funzionalità renale e ad allontanare nel tempo lo spettro della dialisi. Quando il Servizio Sanitario Regionale si faceva carico dei cibi aproteici la spesa pro capite per i circa 8.000 nefropatici si aggirava sui 500,00 euro all’anno a fronte di una spesa procapite di 35.000,00 euro l’anno per un trattamento di dialisi. Senza contare che la qualità della vita e la stessa capacità di procurarsi lavoro e reddito per una persona in dialisi vengono compromesse costringendola a ricorrere al sostegno pubblico.
Dunque l’attuale Commissario ad acta eredita dal precedente assetto regionale un provvedimento antieconomico, che rischia di avere ripercussioni sulla salute dei cittadini nefropatici, che pone un’ipoteca sulla qualità della vita di un consistente numero di essi. In altre regioni che pure attraversano un momento di crisi della sanità grave come quello della Campania le soluzioni si sono trovate. Nel Lazio ad esempio la spesa per i cibi aproteici è stata riconosciuta a prevalente valenza sociale tanto da ripristinarne l’erogazione dopo avere diversamente incasellato la spesa nell’ambito del bilancio regionale, mentre in altre regioni si è introdotto un tetto di spesa. La situazione è talmente contraddittoria che ormai da mesi è in atto una revisione dei LEA – Livelli Essenziali di Assistenza e che i cibi aproteici già figurano nell’elenco .
L’auspicio è che la sospensiva che il TAR valuterà di concedere, possa contribuire, insieme alle iniziative già poste in essere sino ad oggi, ad aprire una rivisitazione della intera vicenda da parte del Commissario ad acta che porti a definire una soluzione che veda ripristinata la possibilità per i nefropatici di fruire dei cibi aproteici posti a carico delle casse regionali con particolare riferimento a quelli che appartengono alle fasce deboli.

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