Botti inesplosi, è del casertano la seconda vittima: donati gli organi di Aniello

(Lunaset News) – Caserta, 5 gen. 2011 - Non ce l’ha fatta. Aniello Renella, 15 anni, di San Felice a Cancello è la seconda vittima in Italia a causa dei botti inesplosi. E’ stato dichiarato clinicamente morto, dopo essere stato ricoverato d’urgenza il 1 gennaio all’ospedale di Maddaloni. Trasferito al Civile di Caserta, le sue condizioni sono apparse subito gravi. Lo studente del Geometra, alle cinque di mattina dopo la mezzanotte di San Silvestro, era sceso in strada dopo aver trascorso la serata a giocare a carte.
Notando un petardo inesploso, lo avrebbero inserito all’interno di una fontana in disuso, posta nella piazzetta Padre Pio. La detonazione ha investito tre ragazzi su quattro: le schegge hanno colpito il giovane alla mano, all’occhio, alla testa. Da allora sono seguire ore di apprensione. Sulla sua pagina facebook tantissimi i messaggi di solidarietà. Domenica scorsa anche la comunità di San Marco aveva pregato per lui, rinviando anche il presepe vivente. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, i medici hanno dichiarato la sua morte cerebrale. Il suo cuore non ha cessato di battere e la famiglia ha dato l’autorizzazione per l’espianto degli organi: il signor Michele e sua moglie Maria hanno voluto che il loro figlio continuasse a vivere in altri giovani, salvandoli.
mar. min.

SEI PERSONE VIVRANNO GRAZIE AL GESTO D’AMORE 

Sei persone potranno vivere grazie al gesto d’amore della famiglia di Nello Renella, il quindicenne di San Felice a Cancello (Caserta) di cui ieri pomeriggio e’ stata dichiarata la morte clinica per le gravissime conseguenze della deflagrazione di un botto inesploso che aveva provato ad accendere, insieme con alcuni amici, all’alba dell’1 gennaio. Il giovane era stato investito in pieno volto dallo scoppio che aveva preso in pieno i bulbi oculari provocandogli un gravissimo trauma cranico. Prima il trasporto in ospedale a Maddaloni, poi a Caserta dove e’ stato operato ma purtroppo non ce l’ha fatta. Come sottolinea Barbara Leone, responsabile dell’area Comunicazione e formazione del Centro regionale trapianti della Campania ”in un momento di dolore immenso come puo’ essere la perdita di un figlio, la famiglia ha avuto la forza di pensare al prossimo donando gli organi del loro ragazzo e cosi’ si e’ riaccesa la speranza per quattro pazienti campani e due pazienti romani”. Il cuore, il fegato, i reni ed i polmoni sono stati trapiantati tra la notte e la mattinata. Un lavoro compiuto in collaborazione da tante persone; la rianimazione di Caserta con il suo coordinatore locale, il Centro Regionale Trapianti Campania, il Centro interregionale (Organizzazione Centro Sud Trapianti- OCST), i vari Centri Trapianto (Cuore – AORN Monaldi di Napoli, Fegato AORN Cardarelli di Napoli, Rene S. Giovanni di Dio di Salerno, Polmoni Umberto I di Roma). Insomma, ”una grande catena umana che lavora per la vita perche’ da un dolore cosi’ grande la famiglia ha avuto la forza di pensare agli altri”.

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