Trapianti: 12enne non riceve cuore e dona propri organi

I genitori di una ragazza di 12 anni hanno deciso di donare gli organi della figlia, morta a causa della mancanza di un cuore compatibile per un trapianto

(ANSA) – Palermo, 5 gen. 2012 – Era una ragazza di 12 anni, che ha condotto una vita normale sino ai primi di ottobre scorso, da allora, a causa di una malattia, ha atteso invano il trapianto di cuore, ma l’organo non è arrivato, portandola alla morte cerebrale. A quel punto i suoi genitori hanno deciso di donare gli organi della figlia e salvare altre vite. E’ accaduto a Palermo, dove la bimba era ricoverata all’Ismett.

LA MALATTIA – La bambina soffriva di difficoltà respiratorie e facile faticabilità. Condizioni giorno dopo giorno sempre più in via di peggioramento. Per questo motivo è stata ricoverata in due ospedali, dove si è fatta la diagnosi d’insufficienza cardiaca con severa disfunzione del ventricolo sinistro. Dopo la diagnosi la piccola è stata e trattata con la terapia medica prevista. In assenza di un significativo miglioramento, è stata trasferita all’Ismett di Palermo per l’inserimento in lista d’attesa per trapianto cardiaco. Era il 28 novembre.

LA LUNGA ATTESA - Da allora è rimasta in lista ad aspettare. Il 9 dicembre è stata sottoposta a impianto di assistenza meccanica biventricolare, il cosiddetto “cuore artificiale” e posta in regime di priorità nazionale per trapianto di cuore. L’attesa di un organo compatibile con la giovane è stata vana: nessuna offerta durante il periodo di ricovero. Il 27 dicembre è arrivata un’estesa ischemia cerebrale che ha complicato ancora di più il quadro clinico e che ha determinato una grave e progressiva compromissione neurologica, conclusasi con la morte cerebrale.

SONO DEGLI EROI – Una volta diventata inidonea al trapianto a causa della gravità delle sue condizioni, i genitori hanno deciso con assoluta decisione e fermezza di donare gli organi della figlia. “E’ stato un estremo gesto d’amore dei genitori verso la loro bambina – dice il professor Bruno Gridelli, direttore dell’Ismett -. Un gesto con cui hanno voluto offrire ad altri l’opportunità di quella salvezza che lei non è riuscita a trovare. Tutti noi siamo profondamente commossi e vicini alla famiglia e ammirati per lo straordinario esempio di grande altruismo e civilta” .