Staminali potenziate evitano terapia anti-rigetto in trapianti

(ADUC SALUTE) – USA 8 mar. 2012 – Grazie a un ‘cocktail’ a base di staminali e’ possibile evitare l’uso di farmaci immunosoppressori per le persone che hanno subito un trapianto di reni. Lo hanno dimostrato i primi risultati di una sperimentazione di fase 1 pubblicati dalla rivista Science Translational Medicine.
La tecnica messa a punto dai ricercatori della Northwestern University prevede che un mese prima del trapianto alcune staminali del midollo osseo del donatore vengano prelevate e coltivate in laboratorio insieme ad altri ‘ingredienti’ che facilitano l’attecchimento e allo stesso tempo sopprimono alcune cellule responsabili del rigetto. Un giorno dopo l’intervento le staminali bioingegnerizzate vengono infuse nel ricevente. Il sistema e’ stato testato su otto pazienti, e cinque di questi hanno mantenuto la funzionalita’ del rene donato abbandonando la terapia immunosoppressiva dopo un anno: “I risultati preliminari sono straordinari – spiega Joseph Leventhal, il principale autore della ricerca – la tecnica deve essere migliorata, ma un giorno potrebbe essere applicabile alla maggioranza dei pazienti che subiscono un trapianto di organo solido”.
Se applicata su larga scala questa tecnica permetterebbe di evitare gli effetti collaterali peggiori dei trapianti: “Lo studio è di grande interesse – spiega Tullio Bertani, direttore dell’istituto di nefrologia dell’Ismett di Palermo – Al momento, i pazienti sottoposti a trapianto renale devono assumere per tutta la vita la terapia immunosoppressiva, che oltre ad esporre il paziente ad un aumentato rischio di sviluppo di infezioni, di malattie cardiache, di tumori e di diabete, non è in grado di prevenire il rigetto cronico che porta ad una progressiva perdita della funzione renale”.
Secondo l’esperto pero’ e’ presto per ‘cantare vittoria’: “Il vero limite dello studio è quello di includere un piccolo numero di casi – spiega Bertani – e di avere un periodo di follow up molto limitato”.

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