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	<title>A.N.T.O. Brescia &#187; Poesie</title>
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	<description>Associazione Nazionale Trapiantati Organi</description>
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		<title>LA FAMIGLIA ACCANTO AL MALATO</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 11:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie a lieto fine]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ci si può ammalare. Sì. Nel corso della vita può succedere anche questo. Se ne prende atto crescendo, vedendo quello che ci accade intorno, leggendo i giornali, ascoltando le notizie di cronaca o, più facilmente parlando con gli inquilini del palazzo: “…poverino, il signore del terzo piano è malato…così giovane….spiace davvero!”  Per fortuna a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">  Ci si può ammalare. Sì. Nel corso della vita può succedere anche questo. Se ne prende atto crescendo, vedendo quello che ci accade intorno, leggendo i giornali, ascoltando le notizie di cronaca o, più facilmente parlando con gli inquilini del palazzo: “…poverino, il signore del terzo piano è malato…così giovane….spiace davvero!”  Per fortuna a noi  non accade mai, stiamo tutti bene e la nostra famiglia vive serena e felice nel suo quotidiano. Un giorno però capita qualcosa. Qualcosa che fino a quel momento non avevamo considerato. Accade che uno di noi sta poco bene. Non sembra una cosa grave e di sicuro non lo diventerà perché  certe cose a noi non succedono. Forti di questa assoluta certezza si continua la vita di sempre, felici, uniti e attenti a quel componente della famiglia che sta poco bene. Il tempo passa e tra le mille altre cose della giornata,  ci accorgiamo che quel membro della nostra famiglia non sta semplicemente “poco bene”.  E’ qualcosa di più. Non  portiamo papà solamente dal dottore, non è più sufficiente e si va direttamente in ospedale. Ci rendiamo conto che  si stanno facendo largo nel nostro linguaggio, terminologie che non ci appartenevano fin poco tempo prima. Parole come  ascite, paracentesi, albumina… Guardiamo papà e iniziamo a vedere  uno sguardo che cambia,  un volto che cambia, un corpo che cambia, un odore che cambia, un carattere che cambia. Lo portiamo in ospedale e lo riportiamo a casa. Una, poi due, poi tre volte alla settimana. Qualcosa sta modificando il nostro quotidiano ma è come se ancora non ci fosse davvero consapevolezza di ciò che accade. Si chiama rifiuto.  Di colpo pensi che forse le tue certezze assolute non sono poi così assolute e temi improvvisamente che quel signore del terzo piano sia proprio tuo padre. Accade così che la malattia entra nella nostra casa, nella nostra famiglia, nella nostra vita. Trasforma chi ne è colpito ma in maniera trasversale colpisce  anche noi. Il tempo passa. Settimane, mesi e la malattia decide per noi. Decide che non si vive più sereni come prima. Decide che non se ne vuole andare facilmente e non basta più nemmeno l’ospedale della nostra città. Bisogna andare a Genova perché  a papà serve un trapianto di fegato. Trapianto?? A mio papà?? Ma mio papà non si può ammalare  perché   è mio papà.  E’ nella mia famiglia e nella mia famiglia queste cose non succedono…. Anche questo si chiama rifiuto. Così la famiglia si sdoppia. Papà sta in ospedale al S. Martino di Genova, mamma in una casa famiglia li vicino, noi qui a studiare e lavorare ma li si raggiunge nel fine settimana. Iniziano i viaggi in autostrada, i panini in autogril, i mal di testa, il pieno di benzina, il pedaggio, i soldi che se ne vanno troppo in fretta e sembra non bastino mai,  inizia a farsi strada il nervosismo, la rabbia, il pianto, lo sconforto, le incomprensioni, le domande, l’assenza di risposte, l’assenza di certezze, l’attesa e il senso d’impotenza. La malattia che può colpire una persona  non resta mai un evento isolato dal resto della famiglia. Chi aiuta me? Chi mi dice come affrontare tutto questo? Chi mi da coraggio per far si che io possa darne  poi a mio padre e a mia madre?</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il trapianto mio padre,  quel signore del terzo piano, sta bene. La sua vita scorre densa di impegni, emozioni e soddisfazioni personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi, la sua famiglia, abbiamo dovuto affrontare un percorso trasversale  ma non disgiunto dal suo. Le difficoltà sono state infinite, grandi e l’unico supporto siamo stati noi. Noi per noi. Le strutture che seguono questi malati in attesa di una seconda possibilità di vita, dovrebbero sostenere psicologicamente anche le famiglie dei malati stessi. Non si può placare la sete se non si possiede acqua da poter distribuire e questi malati hanno sete di speranza. Non dimentichiamo che   l’ attesa è attesa per tutti così come  la speranza è speranza per tutti. Nelle giornate trascorse a Genova accanto a papà ho avuto modo di vedere e conoscere altri malati come lui e altre famiglie. I più, come noi, ospedalizzati in una città che non era la loro, gente giunta da ogni parte d’Italia. Si impara un po’ di genovese, si avverte  una cadenza nella pronuncia differente dalla propria, si vede  il mare e i gabbiani dalla finestra e  si sente sempre forte il rumore del vento. Tutto ricorda che si è lontani da casa. Se a questo si aggiunge l’impossibilità di alcune famiglie a restare unite, per i motivi più disparati,  la situazione che si viene a creare non aiuta di certo il malato. Ho visto diverse persone abbandonare le forze, rifiutare il cibo, aspettare per ore una telefonata o dire a mio papà “…tu sei fortunato perché i tuoi possono venire qui…” Restare accanto a un malato e poterlo seguire, dargli l’appoggio di cui necessita o semplicemente restare al suo fianco nella lunga attesa è un diritto di tutti i famigliari e tutti dovrebbero essere sostenuti e posti nella condizione di riuscirci  al meglio. Aiuterebbe i malati e consentirebbe alle famiglie di vivere questo cammino di sofferenza, dolore e speranza con una nuova forza aggregante, che unisce. Unione senza dubbio vincente nel ritorno alla vita.      </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un dono d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un dono d&#8217;amore è dono di vita. Un dono d&#8217;amore è la gioia per la mia vita, è il rinascere della gioia che è rinchiusa in me, è il ritrovare la vita in un grande dolore. Un dono d&#8217;amore è illuminarsi della mia vita, mentre un&#8217;altra si spegne. Un dono d&#8217;amore mi aiuta a respingere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Un dono d&#8217;amore<br />
è dono di vita.</p>
<p style="text-align: center;">Un dono d&#8217;amore<br />
è la gioia per la mia vita,<br />
è il rinascere della gioia che è rinchiusa in me,<br />
è il ritrovare la vita in un grande dolore.</p>
<p style="text-align: center;">Un dono d&#8217;amore<br />
è illuminarsi della mia vita,<br />
mentre un&#8217;altra si spegne.</p>
<p style="text-align: center;">Un dono d&#8217;amore<br />
mi aiuta a respingere la paura,<br />
che assale il mio spirito<br />
e che non mi dà tregua</p>
<p style="text-align: center;">Un dono d&#8217;amore<br />
è svegliarmi la mattina<br />
salutare la mia Immagine<br />
e pensare che non sono sola,<br />
proprio perchè ho ricevuto un dono d&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Simona &#8211; 3ª B &#8211; Rodengo Saiano</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>È bello vivere</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; bello vivere quando uno vuole, è bello vivere quando la vita è facile. Ma chi pensa alla vita difficile dei trapiantati? Basta morire, la nostra specie è in estinzione. Basta con le lungaggini della Legge diamo una mano a chi è in attesa di trapianto perché anche loro possano dire: E&#8217; BELLO VIVERE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">E&#8217; bello vivere quando uno vuole,<br />
è bello vivere quando la vita è facile.<br />
Ma chi pensa alla vita difficile dei trapiantati?<br />
Basta morire,<br />
la nostra specie è in estinzione.<br />
Basta con le lungaggini della Legge<br />
diamo una mano a chi è in attesa<br />
di trapianto<br />
perché anche loro possano dire:<br />
E&#8217; BELLO VIVERE</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricordi</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[La Speranza di poter continuare a vivere Ricordo le giornate passate a divertirmi. Ricordo i malori nell&#8217;attesa di un responso medico. Ricordo la tristezza unita alla paura, che imperversava nel mio corpo. Mi sentivo come un uccellino che aspetta il cibo dalla madre. Ecco come mi sentivo! Ecco, che cosa ricordo! Scrivo questi versi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La Speranza di poter continuare a vivere</p>
<p style="text-align: center;">Ricordo le giornate<br />
passate a divertirmi.</p>
<p style="text-align: center;">Ricordo i malori<br />
nell&#8217;attesa di un responso medico.</p>
<p style="text-align: center;">Ricordo la tristezza<br />
unita alla paura,<br />
che imperversava nel mio corpo.</p>
<p style="text-align: center;">Mi sentivo come un uccellino<br />
che aspetta il cibo dalla madre.<br />
Ecco come mi sentivo!<br />
Ecco, che cosa ricordo!</p>
<p style="text-align: center;">Scrivo questi versi<br />
e mi rendo conto<br />
di quanto sia difficile<br />
capire la tristezza e la paura</p>
<p style="text-align: center;">Non è difficile, però,<br />
capire la speranza di un malato<br />
per poter continuare a vivere.</p>
<p style="text-align: center;">lo continuo a vivere<br />
e tengo nel mio cuore<br />
il ricordo di colui<br />
che me lo ha consentito.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Gianluigi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ad una meravigliosa donna scozzese</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ti conoscevo ed ora siamo insieme. Non ti ho mai visto ed ora mi appartieni. il tuo gesto d&#8217;amore mi ha ridato la speranza e la fede mai perduta ed ora rafforzata. TI porterò lontano da chi hai amato e ti ha amato ma io ti amerò e ti ameranno tutti quelli che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Non ti conoscevo<br />
ed ora siamo insieme.<br />
Non ti ho mai visto<br />
ed ora mi appartieni.<br />
il tuo gesto d&#8217;amore<br />
mi ha ridato la speranza e la fede<br />
mai perduta ed ora rafforzata.<br />
TI porterò lontano da<br />
chi hai amato e ti ha amato<br />
ma io ti amerò e ti ameranno<br />
tutti quelli che mi amano.<br />
Non aver paura del buio della notte,<br />
Insieme andremo<br />
verso la luce della vita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Franco Uccella</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scivoleremo sull&#8217;arcobaleno</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[13 giugno 1996 Non avevo mai pensato seriamente alla morte, la lascia­vo agli anziani, agli ammalanti, a coloro che non avevano più ragione di vivere. Si, io amavo la vita: gli amici, il sole dell&#8217;estate e m&#8217;annegavo nell&#8217;infinito dei miei pensieri d’adolescente e sognavo il mio futuro&#8230; Quello stesso futuro che mi è stato negato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>13 giugno 1996<br />
Non avevo mai pensato seriamente alla morte, la lascia­vo agli anziani, agli ammalanti, a coloro che non avevano più ragione di vivere. Si, io amavo la vita: gli amici, il sole dell&#8217;estate e m&#8217;annegavo nell&#8217;infinito dei miei pensieri d’adolescente e sognavo il mio futuro&#8230; Quello stesso futuro che mi è stato negato. Perché ci è concesso di morire a sedici anni? Ora che mi è rimasto solo lo spi­rito mi rendo conto che avrei potuto dare di più agli altri, avrei così nutrito d&#8217;amore il mio egoismo. Qui è tutto così strano, sono nel vuoto più assoluto, ma in una magica atmosfera, si parla con lo sguardo ed il silenzio è la nostra voce. Posso persino osservare il mondo dei viventi: la mia famiglia, i miei compagni di scuola… ma il rimorso di non aver superato la barriera del mio essere mi logora l&#8217;animo. Che cosa mi resta ora di quei soldi In tasca, di quell&#8217;abitino firmato, del mio stesso corpo? Vedo i miei cari che mi stanno piangendo e mentono: io non sono cosi brava e buona con tutti &#8230; per ogni defun­to le stesse frasi… IPOCRITI!<br />
Poco distante, in un letto d&#8217;ospedale vedo un bambino, avrà poco più di sei anni e mi sembra molto malato (da come si muove penso non possa vedere)&#8230; Ma chi ha il coraggio di permettere tutto questo? Togliere a un bimbo la luce, i colori del mondo, legarlo ad una mac­china per sopravvivere. E tutto cosi inspiegabile!&#8230; Che male può aver tatto una simile creatura?<br />
Vorrei fare qualcosa, tenergli compagnia, stringergli le mani e farlo volare in cielo con la fantasia&#8230; Sento che mi sta aspettando, che ha bisogno di me come la primavera del sole per fiorire. Ma come posso fare? C&#8217;è un mondo intero che ci divide e lui è ancora troppo piccolo per raggiungermi. DEVE VIVERE.<br />
Mio Dio! Cosa stanno facendo al mio corpo? Mamma e papà sembrano tranquilli, mi stanno abbracciando forte&#8230; Cosa vogliono farmi? Non possono avvertire dolore, ma è come se il mio cuore mi facesse male in petto. Mi stanno togliendo gli organi e se li portano via … NON CAPISCO.</p>
<p>29 Giugno 1996<br />
Sono stata diversi giorni ad osservare di sotto e devo ammettere che ciò che prima ritenevo strano ora mi è totalmente incomprensibile. Hanno messo i miei organi  in&#8230; IN QUEL BAMBINO! Possibile che a sedici anni non mi renda conto di ciò che mi sta accadendo? Le condizioni del piccolo sono molto migliorate da quando sono entrata in lui. I suoi occhi non sono più persi nel vuoto, segue con lo sguardo i gesti della mamma&#8230; è così dolce! Ora il suo respiro è migliore e si può alzare e fare brevi passeggiate all&#8217;aria aperta. Sono così felice che se avessi gli occhi per farlo piangere di gioia! Vederlo rivivere giorno dopo giorno è una sensazione meravigliosa. Sono stata io a fare questo? Forse la mia voce arriva sulla terra e questi miei pensieri vengono uditi. Piccolo mio se veramente mi senti. sappi che ti sono vicina&#8230; SONO FELICE, TANTO FELICE&#8230;</p>
<p>19 Settembre 1996<br />
È passato tantissimo tempo e devo dire di aver capito più ora sulla vita, che quando le appartenevo. Il piccolo proprio Ieri ha iniziato la scuola, è stato veramente emozionante vederlo ridere con i suoi nuovi amichetti,  la cartella in spalle e il grembiulino a quadretti bianchi e blu… L&#8217;hanno accompagnato i suoi genitori, I miei&#8230; ed io&#8230; Si, ero proprio io che gli palpitavo In petto, ero io che gli illuminavo il cammino e gli coloravo il mondo. IO , .. IO!<br />
Non avrei mai immaginato di dare adesso un senso alla mia esistenza e questo mi rende veramente tanto felice. In verità non sono morta, continuo la mia vita ingiusta­mente troncata in quel bambino di soli sei anni. Gli starò vicino ogni giorno per farlo sognare: lo alzerò in volo sulle nuvole, balleremo insieme fino a sera e prima che le stelle si confondano con i suoi occhioni neri scivoleremo sull&#8217;arcobaleno e ci addormenteremo mano nella mano al canto soave degli angeli del cielo&#8230;<br />
<em>Pelosi llaria (16 – 2°&#8217; premio E.)</em></p>
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		<title>Vivi la vita</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita è un&#8217;opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La vita è un&#8217;opportunità, coglila.<br />
La vita è bellezza, ammirala.<br />
La vita è beatitudine, assaporala.<br />
La vita è un sogno, fanne realtà.<br />
La vita è una sfida, affrontala.<br />
La vita è un dovere, compilo.<br />
La vita è un gioco, giocalo.<br />
La vita è preziosa, abbine cura.<br />
La vita è una ricchezza, conservala.<br />
La vita è amore, godine.<br />
La vita è un mistero, scoprilo.<br />
La vita è promessa, adempiIa.<br />
La vita è tristezza, superala.<br />
La vita è un Inno, cantalo.<br />
La vita è una lotta. Accettala.<br />
La vita è avventura, rischiala.<br />
La vita è felicità, meritaIa.<br />
La vita è vita, difendila</p>
<p style="text-align: right;"><em> Madre Teresa</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinascita</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Bat-tito di ali che volano Bat-tito del tempo che passa Bat-tito di musica allegra Bat-tito di un cuore In amore Bat-tito della vita che scorre Bat-tito di mani entusiaste Bat-tito della morte che piomba Bat-tito Bat-tito Bat-tito della vita che vince la morte Marina Anselmi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Bat-tito<br />
di ali che volano<br />
Bat-tito<br />
del tempo che passa<br />
Bat-tito<br />
di musica allegra<br />
Bat-tito<br />
di un cuore In amore<br />
Bat-tito<br />
della vita che scorre<br />
Bat-tito<br />
di mani entusiaste<br />
Bat-tito<br />
della morte che piomba<br />
Bat-tito<br />
Bat-tito<br />
Bat-tito<br />
della vita che vince la morte</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marina Anselmi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vita</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa si può desiderare da questa vita? L&#8217;unica cosa è la felicità che In alcuni momenti diventa tristezza, però se hai un cuore essa può rinascere e tu puoi dividerla con qualcuno; neanche la morte può distruggerla perché la vita è tutto. Gelati Daniela]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Che cosa si può desiderare<br />
da questa vita?</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;unica cosa è la felicità<br />
che In alcuni momenti<br />
diventa tristezza,<br />
però se hai un cuore<br />
essa può rinascere<br />
e tu puoi dividerla con qualcuno;<br />
neanche la morte<br />
può distruggerla<br />
perché la vita è tutto.</p>
<p style="text-align: right;"><em> Gelati Daniela</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un dono d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro fratello. Grazie di avermi salvato. Avevo paura della morte, ma con il tuo dono sono rinato. Penso che avrei fatto anch&#8217;io lo stesso per te, perché è una cosa giusta. Tu mi hai fatto un dono d&#8217;amore, ed eri consapevole che stavi salvando qualcuno. Quel qualcuno sono io. Un gran dono d&#8217;amore il tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Caro fratello.<br />
Grazie di avermi salvato.<br />
Avevo paura della morte,<br />
ma con il tuo dono sono rinato.<br />
Penso che avrei fatto anch&#8217;io lo stesso per te,<br />
perché è una cosa giusta.<br />
Tu mi hai fatto un dono d&#8217;amore,<br />
ed eri consapevole che stavi salvando qualcuno.<br />
Quel qualcuno sono io.<br />
Un gran dono d&#8217;amore il tuo e mi hai riportato a vivere.<br />
Adesso ricordo qual è la gioia di vivere<br />
senza avere dolore.<br />
Senza di te, adesso non so dove potrei essere,<br />
ed in quale stato, invece sono vivo e felice più che mal.<br />
Posso considerarmi una delle persone<br />
più fortunate del mondo,<br />
dove la vita, spesso, appare legata. ad un filo.<br />
TI ringrazio ancora e ti porterò sempre nel mio cuore.</p>
]]></content:encoded>
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